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16 Febbraio 2018

Dufour 520 Grand Large l'evoluzione di qualità della crociera di grande serie

Siamo stati a Porto Lotti a provare il nuovo Dufour 520 GL in una giornata quasi estiva, condita da una bel­la brezza che ci ha fatto bordeggiare in uno scenario impagabile, tra la Palmaria e Portovenere prima e poi nell’incantata Baia de Le Grazie. Le condizioni pre­valenti del test sono state di brezza intorno agli 8 nodi, situa­zione potenzialmente critica per una barca da crociera pura, ma le sorprese come leggerete non sono mancate.

COSA SI EVOLVE A BORDO

Evolversi in crociera, mantenendo il proprio DNA. Era que­sta la missione del nuovo Dufour 520 GL, evoluzione natura­le del 512. Localizzarsi sui punti di forza del modello precedente e migliorarne i particolari, i dettagli del mobilio e delle finitu­re, le soluzioni per la vita di bordo: un’operazione concettual­mente semplice ma praticamente complessa, soprattutto su una barca concepita per la grande serie. Ed è qui che entrano in gio­co i dettagli che possono fare la differenza, poche modifiche ma sostanziali, il tutto unito a una buona ed equilibrata carena con­cepita dal “solito” Umberto Eelci, un disegnatore in grado di dare la sua impronta anche su barche tipicamente da crociera.

IN NAVIGAZIONE NEL PARADISO DEL LEVANTE LIGURE

Lo scenario è impagabile, navighiamo alla ricerca della giusta brezza per eseguire il test e registrare i numeri tra la Palmaria e Portovenere prima e poi nella Baia de Le Grazie. Ed è pro­prio qui che troviamo l’intensità giusta, 8-9 nodi, perfetta per dei bordi stretti e per realizzare le foto in navigazione di que­ste pagine. Ci aspettavamo un mezzo compassato, dato il dislocamento di 15.245 kg unito a un piano velico piuttosto “tranquillo”, in re­altà ci siamo trovati a condurre una barca reattiva e diverten­te, semplice da gestire e adatta proprio a tutti.

Il Dufour 520 GL non punta tutto sulla sua volumetria e non dimentica, affatto, lo scopo principale per cui è stato concepito: navigare a vela. Issiamo la randa e srotoliamo il fiocco con una brezza di 6 nodi, condizione nella quale la barca riesce a di­mostrarsi subito agile toccando 4.3 nodi di bolina con un angolo apparente di 40°.

Le ruote restano sensibili anche in uscita di vira­ta e la barca non fatica più di tanto a ripartire an­che nel vento leggero, risalendo sui numeri piut­tosto rapidamente. Quando il vento supera gli 8 nodi la conduzione diventa divertente, un’inten­sità che consente alla barca di toccare i 6 nodi man­tenendo un buon angolo al vento. Si naviga bene grazie anche a un’attrezzatura di coperta ben di­mensionata e concepita per semplificare senza però dimenticare i fondamentali delle regolazioni. Va bene la comodità, ma un buon trasto randa sulla tuga, come quello installato sul modello da noi te­stato, è sempre un accessorio utile se non indi­spensabile per chi vuole veramente navigare a vela.

COPERTA E MANOVRE

La maggior parte delle manovre corre a scomparsa, a parte la scotta randa e quelle del fiocco, la tuga è quindi completamente sgombra dalle drizze e sot­to il boma si apre un’ampia zona prendi sole che si va ad unire a quella, decisamente ampia, a prua dell’albero. Sei i winch, due sulla tuga per le driz­ze, quattro (due per lato) per le manovre prima­rie, arretrati a ridosso delle timonerie. Le grandi novità del Dufour 520 GL sono però sot­tocoperta e si concentrano sulle finiture degli in­terni, sul nuovo design e su alcuni particolari de­cisivi per innalzare decisamente la qualità. Nuova essenza in teak tra quelle disponibili, cuscineria rin­novata con uno spessore maggiorato e una nuova estetica, Lina cura dei dettagli più minuziosa rispetto agli standard precedenti, con risultati funzionali de­cisamente apprezzabili. Il tavolo del quadrato è versatile in base alle esi­genze. Nella posizione pranzo può ospitare 8 per­sone. Con un sistema di apertura e chiusura a “pe­talo”, la sua dimensione può essere ridotta, la sua altezza abbassata tramite un sistema elettrico, e vie­ne trasformato in un tavolo da cocktail. La posi­zione del divano, che corre su un binario incassa­to, viene regolata di conseguenza in base alla po­sizione scelta per il tavolo. Soluzioni interessanti anche per il carteggio che può essere utilizzato in due modalità. In navigazione quella classica, con una seduta dedicata che consente di lavorare al ta­volo rivolti verso prua. Quando si è invece all’ancora, o in porto, la seduta del carteggio scorre su un binario sotto il tavolo e si va ad unire al divano di destra aggiungendo così Lin posto. Migliorate complessivamente tutte le fi­niture e la cura dei dettagli del mobilio, con una serie di opzioni per delle essenze del legno che ren­dono la barca adesso personalizzabile sui gusti del­l’armatore. Importante la volumetria interna e l’altezza lungo tutta la barca, sempre intorno ai 2 mt e superiore al 1,90 mt nelle cabine. Molto ben rifinita quella armatoriale, con una serie di soluzioni per lo sti­vaggio che incontreranno i favori del crocierista che vuole affrontare lunghe navigazioni.

 

Rivista VELA 16.02.2018

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